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Voto minimo di laurea: niente paura se sei nell’ateneo giusto!

Moltissimi giovani già dal primo anno di università iniziano a preoccuparsi per la loro media. Per paura di non riuscire a raggiungere il voto minimo di laurea. Le aspettative sono piuttosto elevante, infatti, sono pochissimi gli studenti che non puntano ad uscire con il massimo dei voti. La situazione non migliora quando amici e parenti ti chiedono costantemente come sia andato questo o quell’esame aspettandosi sempre il meglio.

Insomma, l’ansia da prestazione non è certamente poca, ma se si è scelto un buon ateneo ci si può anche accontentare del voto minimo di laurea.

In realtà, sono pochissimi i lavori in cui siano richiesti determinati standard di uscita. Al contrario, si presta molta più attenzione all’ateneo frequentato ed a quanto tempo si sia impiegato a completare gli studi. Ovvero i fuori corso non stanno simpatici a nessuno.

Se invece, si intende proseguire gli studi non c’è da preoccuparsi. Escludendo le università a numero chiuso, le cui graduatorie impongo determinati standard d’accesso a seconda della singola facoltà. Solitamente è possibili accedere a una buona magistrale anche presentandosi con il voto minimo di laurea.

Infatti, per l’ammissione la maggior parte degli atenei richiede prima di tutto di aver sostenuto un preciso numero di esami in particolari ambiti di interesse. Spesso inerenti alla specializzazione che si vuole intraprendere.

Se si hanno dei dubbi riguardo la preparazione del possibile candidato spesso viene proposto di sostenere un colloquio per valutarne l’idoneità all’ammissione.

Dunque, il voto non è né una garanzia d’accesso, né un’eventuale penalità.

Però, come già accennato sopra, se si ottiene la nomina a dottore tra le mura di un ateneo prestigioso e possibile ricavarne dei privilegi, in particolare nel mondo del lavoro, molto più suscettibile alle etichette.

Vediamo, quindi, quali sono questi atenei passe-partout.

La classifica delle migliori università in Italia.

Prendendo in esame i mega-atenei statali la classifica CENSIS delle migliori università italiane dell’anno 2020/21 pone l’Università di Bologna in testa con un punteggio complessivo pari al 91,5%. Tale punteggio si riferisce alla distribuzione delle borse di studio, la presenza di servizi digitali e di comunicazione, l’internazionalizzazione, i servizi erogati in generale, le strutture e l’occupabilità post-laurea.

A seguire vi sono le Scuole di Padova con un punteggio pari al 88,5 %, Firenze con l’86 %, La Sapienza di Roma con 85,7 % e Pisa con 84.7%.

Questo per ciò che concerne i mega atenei, ovvero le facoltà con oltre 40.000 iscritti, mentre tra gli atenei grandi con 20.000-40.000 studenti troviamo: l’università di Perugia al primo posto con un punteggio generale di 92.7%, seguono Pavia con un 90.3%, Parma con un 90% e la Calabria con un 89.5%.

Fra gli atenei piccoli si distinguono Camerino con un 93, 5%, Reggio Calabria con un 83.8%, Foggia con un 83.7% e Teramo con un 82.3%.

Il punteggio viene sempre calcolato osservando gli stessi parametri esaminati per i mega-atenei.