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La Tesi online

Vivere la biblioteca ai tempi della discussione di tesi online.

La terribile emergenza sanitaria che di questi tempi ha colpito il nostro paese ci ha costretto a rivalutare completamente le nostre abitudini e non solo, anche la semplice stampa della tesi si è spostata sull’online.

Non solo a livello sociale, ma anche lavorativo.

Primi fra tutti, i lavoratori che hanno dovuto fronteggiare la chiusura momentanea di fabbriche e uffici con l’introduzione dello smart work. Gli studenti di qualsiasi genere ed età che nell’arco di pochi giorni hanno dovuto prendere confidenza con le lezioni a distanza.

In particolare, moltissimi universitari prossimi alla laurea hanno subito il disagio della discussione di tesi online e della mancata proclamazione.

Insomma, la vita era cambiata per tutti, ma le riaperture hanno portato una ventata di normalità.

Nonostante, la maggior parte delle attività lavorative abbiano ripreso a produrre ritmi quasi normali, università e scuole stanno ancora ponderando su come affrontare il nuovo anno scolastico ormai alle porte.

Le scuole primarie e secondarie prevedono di riaprire le aule a studenti ed insegnati. Nel pieno rispetto delle norme sanitarie, modificando l’orario scolastico e riorganizzando aule e personale.

Parlando, invece, delle università la situazione è meno promettente. La maggior parte spinge per la soluzione blended learning, ossia per l’apprendimento misto che consiste nella possibilità di seguire i corsi sia a distanza che in presenza. Turnando le presenze all’interno delle aule.

Ovviamente, moltissimi professori e studenti si sono dichiarati contro tale soluzione. Perché ritenuta poco produttiva e soprattutto una regressione dell’insegnamento universitario, che negli ultimi anni si era liberato dal fantasma dell’apprendimento cattedratico.

 

                                          Leggi anche il nostro articolo su Tesi on line e regali ecosostenibili.

 

Restano comunque molte le cose negli atenei a non essere tornate a una seminormalità. Escludendo appunto le lezioni, le discussioni delle tesi online o gli esami. La cui non riapertura al momento è connessa a cause di forza maggiore. Come la mancanza di strutture in grado di garantire il distanziamento sociale, biblioteche e aule studio hanno ottenuto il via libera già da diverso tempo.

In effetti, l’accesso a questi spazi è consentito, ma in modalità estremamente ridotte. Infatti, sempre nel rispetto delle norme di distanziamento sanitario, nelle biblioteche i posti a disposizione degli studenti si sono dimezzati con conseguenze anche sul servizio di prestiti, anch’esso costretto a una riduzione.

Igienizzazione dei testi e delle tesi online

La comunità scientifica ha riconosciuto che alcuni materiali posso trattenere il virus anche per diversi giorni. Per questo motivo i libri presi in prestito vengono sottoposti, così come gli umani, a una quarantena di 14 giorni, per poi infine, essere igienizzati.

Ovviamente, questa pratica rallenta notevolmente il sistema dei prestiti che vede la perdita di settimane di lavoro.

In aggiunta, come ulteriore conseguenza, sia studenti che professori cercano di restituire il più tardi possibile i libri presi proprio perché consapevoli delle lunghissime tempistiche per ottenere un’altra consultazione.

Dunque, si sta creando una sorta di circolo vizioso che insieme alle lezioni a distanza, gli esami e le discussioni di tesi online, compromette l’apprendimento di decine di migliaia di studenti in tutta Italia.

La domanda che sorge spontanea adesso è come porre rimedio a questa retrocessione senza mettere a rischio la salute di studenti e insegnanti? Probabilmente la soluzione migliore dovrebbe essere in grado di sfruttare la tecnologia sia per garantire il distanziamento e prevenire nuovi contagi, sia per favorire lo sviluppo di un nuovo tipo insegnamento e non applicare quello vecchio su nuovi sistemi di apprendimento.

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