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Sitografia

Sitografia: questa sconosciuta.

Durante la stesura della tesi la bibliografia e sitografia sono due fra le prime cose ad essere sottoposte allo sguardo intransigente del vostro relatore. Molte saranno le correzioni da fare e dal confronto con i vostri compagni di corso, noterete che ognuno professa una propria religione per quanto riguarda questa particolare sezione della tesi di laurea.

Infatti, non ci sono regole scritte su come organizzare correttamente una sitografia. Perché si tratta di un tipo di ricerca sviluppatasi solo negli ultimi decenni come diretta conseguenza della nascita di internet.

Pertanto, come si deve affrontare questo neonato “reparto” del vostro elaborato?

Forse prima di approfondire la questione, occorre specificare che cosa intende con sitografia: con questo termine si va ad indicare un repertorio di siti, ossia un elenco selezionato di siti internet relativi ad un argomento specifico.

Quindi nel vostro caso si tratterebbe di riunire in un unico spazio tutti i siti che si sono consultati o utilizzati durante la stesura della vostra tesi di laurea.

Al contrario della bibliografia, ovviamente, non sarà necessario specificare l’autore del sito o gli autori, ma semplicemente il nome, inserendo magari la specifica sezione d’interesse e relativo link.

Come procedere per scrivere la Sitografia

Un esempio potrebbe essere il sito del Library of Congress, ovvero la biblioteca nazionale online degli Stati Uniti d’America.  Essa potrebbe essere descritta in questo modo:

Library of Congress, Libreria del Congresso, https://www.loc.gov/, ultima consultazione 20 Giugno 2020.

Per una corretta progettazione di qualsiasi elenco è buona norma porvi un ordine, che sia esso alfabetico o per consultazione, ha poca importanza, basta che sia esplicitato come consultarlo. Infatti, è basilare fornire al vostro lettore delle coordinate con cui orientarsi non solo all’interno del vostro elaborato. Ma anche all’interno di questi supplementi alla lettura.

Per coerenza, dato che solitamente la sezione sitografica segue quella bibliografica, che risulta sempre essere organizzata alfabeticamente, sarebbe meglio optare per questo tipo di ordine. L’importante è essere chiari.

Dunque, se preferite che i vostri siti siano documentati rispettando una qualsiasi altra catalogazione occorre specificarlo in maniera chiara e comprensibile al lettore.

Un altro aspetto importante riguarda l’uso del grassetto. Secondo alcuni il tag bold non andrebbe mai utilizzato all’interno di una tesi se non per enfatizzare casi particolari. Quindi, prima di evidenziare tutti i nomi della vostra sitografia chiedete sempre informazioni al vostro relatore, questo vi farà sicuramente risparmiare tempo su eventuali correzioni.

Un altro ottimo accorgimento potrebbe essere quello di segnalare l’ultimo accesso o consultazione di un sito, così come mostrato nell’esempio del Library of Congress.

Questo renderebbe la vostra sitografia più accurata ed eviterebbe spiacevoli disguidi legati magari ad aggiornamenti dell’ultimo minuto.

Una buona sitografia deve contenere i siti da cui effettivamente si sono tratte informazioni utili alla vostra tesi, o la cui consultazione vi ha permesso di trarre particolari conclusioni.

Perciò, evitate di riversare in questa sezione ogni singolo sito visitato durante la stesura, ma solo quelli rilevanti.

In altre parole, abbiate lo stesso rispetto e attenzione che da sempre si osserva per la bibliografia. Non sottovalutate questo repertorio, anch’esso può essere soggetto a domande e soprattutto a correzioni.

Un ultimo consiglio, date le differenti scuole di pensiero esistenti, prima di redigere la vostra sitografia, ma anche la bibliografia, non abbiate paura di porre una domanda stupida e chiedete e ascoltate il parere del vostro relatore. Questo sicuramente vi porterà a realizzare la catalogazione perfetta per la vostra tesi.

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