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Introduzione tesi

“Oddio! Che cosa scrivo nell’introduzione?”

Ogni studente universitario si troverà primo o poi, o almeno tutti lo sperano, a dover affrontare il grande scoglio della stesura della tesi e dell’introduzione. Molti scopriranno che nonostante siano riusciti a superare tutti gli esami, alcuni anche brillantemente, perfino quell’esame “cancro” che gli aveva costretti a rinunciare a quell’estate al mare. Difronte al foglio di Word già intitolato “tesi di laurea Pinco Pallino” si troveranno, comunque, totalmente disorientati.

D’innanzi al grande dilemma su “che cosa iniziare a scrivere” è bene avere alcune delucidazioni su una delle parti più importanti del vostro scritto, ovvero l’introduzione.

L’introduzione della tesi insieme all’abstract e alle conclusioni costituiranno il vostro biglietto da visita per la commissione di laurea e anche per un’eventuale pubblicazione. Se pensate che tutti i membri della commissione leggano interamente il vostro scritto, miei cari vi sbagliate di grosso.

Ovviamente non prendetela come un fatto personale, ma il tempo come si dice è denaro per tutti.

Pertanto, queste sezioni devo essere impeccabili!

La parola d’ordine per una buona introduzione è la sintesi: in massimo una pagina o una pagina e mezza, sempre riferendosi a tesi triennali, che solitamente risultano più brevi rispetto a quelle tesi magistrali, si deve riuscire a raccontare quanto si è approfondito nel vostro scritto.

Si può riassumere il lavoro dell’ introduzione tesi con una veloce scaletta:

  1. Perché si è resa necessaria questa ricerca.
  2. Cosa si vuole dimostrare con questo lavoro.
  3. Se è deciso di approfondire in modo particolare degli aspetti è meglio accennarli e motivarne la scelta.
  4. Un breve accenno alle conclusioni ottenute o che si vogliono ottenere, che andranno poi ampliate nell’apposita sezione.

In altre parole, l’introduzione deve ripercorrere il vostro pensiero riguardo la tesi e i motivi che vi hanno spinto a sceglie di trattare questo specifico argomento. Cercando di invogliare il lettore ad approfondire con voi la questione. Questo consiglio vale anche per la discussione. Cercate di essere coinvolgenti e non prettamente accademici, i vostri interlocutori, per quanto luminari, sono anch’essi esseri umani e dunque soggetti alla noia.

Per quanto riguarda il come suddividere il lavoro di stesura, sarebbe buona norma scrivere l’introduzione al termine della tesi, giusto per avere un preciso quadro di ciò che si è effettivamente trattato e di come.

In realtà, la mia esperienza mi ha portato anche a leggere ottime tesi in cui l’introduzione era stata scritta per prima. Se avete ben chiari i passaggi da trattare e soprattutto possedete il materiale completo che utilizzerete per la tesi, Partire dall’introduzione può non essere del tutto un azzardo.

Sicuramente ogni capitolo verrà rivisto e scritto anche più volte. Dover riscrivere completamente una parte solo perché si è voluto fare il passo più lungo della gamba si potrebbe anche evitare a mio parere. In ogni caso ognuno deve seguire il proprio istinto, non c’è niente di più personale della propria tesi, quindi lasciate che parli di voi.

Perciò, se siete meno organizzati e preferite partire direttamente come si direbbe alla buona “dall’inizio”, cioè dall’introduzione, sentitevi liberi di farlo.

Ricordate però che ogni scritto della vostra tesi dovrà passare sotto lo sguardo inquisitore del vostro relatore, quindi attenzione!