Festa per laurea
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Festa per laurea

“L’anno prossimo potrò organizzare una festa per la laurea?”

Pronostici per il nuovo anno accademico.

Nonostante il lungo periodo di quarantena l’estate è comunque arrivata, anzi, sta addirittura finendo. È giunto il momento di rientrare dalle nostre brevi vacanze e ricominciare la vita di tutti i giorni. Settembre è ormai alle porte e molti studenti iniziano a chiedersi cosa gli riserverà questo futuro post-CoVid. Si tornerà nelle aule o si continueranno le lezioni telematiche? Per le matricole fuori sede: avrà ancora senso trasferirsi o sarà meglio restare a casa? E per i laureandi? Dovranno ancora sostenere la discussione a distanza o sarà possibile organizzare una festa per la laurea con amici e parenti?

Norme da seguire negli atenei durante la festa di laurea

Ad oggi non è ancora stato deciso un piano unitario su come affettivamente affrontare un possibile rientro negli atenei. Ogni Scuola, infatti, si muove autonomamente a seconda delle proprie esigenze amministrative e soprattutto a seconda del numero degli studenti iscritti.

La proposta, accettata dalla maggior parte degli atenei, riguarda una riammissione alle lezioni mista.

Ossia blended learning: studenti per metà in aula e per metà a distanza.

Questa soluzione ha scatenato l’opposizione di studenti e professori, secondo i quali il mantenimento di una didattica a distanza provocherebbe una disuguaglianza sociale.

Se da un lato è ammesso incontrare i professori in un bar o organizzare una festa per la laurea in uno spazio pubblico. Molti si chiedono come non sia altrettanto possibile frequentare gli ambienti della propria sede universitaria.

Come hanno risposto le università al covid-19

In realtà, le università hanno ottenuto una liberalizzazione alla riapertura già da maggio, difatti,

quasi tutte hanno riattivato, sia pure parzialmente, l’accesso a biblioteche, aule studio e laboratori.

I problemi logistici appaiono sicuramente evidenti: riuscire a garantire le distanze di sicurezza e sostenere il costo dei dispositivi igienici risulta piuttosto difficile per corsi da duecento-trecento studenti.

Gli atenei non dispongono di numero di aule sufficienti per permettere a tutti di frequentare le lezioni in presenza e nemmeno dei fondi per potersi eventualmente ampliare.

Ma il dibattito universitario non si ferma solo alla questione logistica, vuole porre in evidenza come il perpetuare l’insegnamento a distanza vada di fatto a sfavorire l’apprendimento dei tanti studenti italiani.

Infatti, le lezioni in video chat riportano l’insegnamento indietro di anni ad un modello cattedratico incentrato esclusivamente sulla trasmissione di conoscenze e la loro successiva verifica. Il dialogo studente-docente, ma anche studente-studente viene compromesso e il frequentare un’università si riduce al mero superamento degli esami.

Senza tralasciare che già molti studenti hanno confessato di distrarsi molto più facilmente fra le mura domestiche che in università e di come per alcuni, che non posseggono magari una buona connessione o un computer proprio, risulti comunque difficile seguire le lezioni.

Intanto il tempo sta passando e l’inizio del nuovo semestre non è più così lontano.

Sicuramente la questione non si è risolta semplicemente permettendo una festa per la laurea in un ristorante o aprendo qualche aula studio, al contrario, ciò ha portato a galla molte altre problematiche che devono ancora essere risolte.