Dove si trova il frontespizio?
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Dove si trova il frontespizio?

Chi ben comincia è a metà dell’opera”, afferma un notissimo proverbio. Come noto i proverbi diventano tali perché fanno parte di una tradizione che riesce a sintetizzare concetti estremamente utili. L’importanza dell’inizio nella scrittura, di ogni genere, è un argomento che ha dato origine a centinaia, se non migliaia, di saggi, manuali e commentari vari. Ancora prima dell’inizio di uno scritto tesi compresa, c’è qualcosa che balza agli occhi come prima pagina in assoluto: il frontespizio. Che cos’è? Dove si trova il frontespizio? Come renderlo al meglio? Rispondiamo a queste domande.

 

Il primo impatto è tutto

Non si avrà un’altra occasione per fare una buona prima impressione, bisogna sempre ricordarlo. La prima impressione è decisiva, come testimoniano tutte le scienze che studiano il marketing e la pubblicità.

Riuscire a catturare quel primo attimo di attenzione è semplicemente fondamentale, ed è senza dubbio uno degli ingredienti del successo.

Frontespizio, secondo la sua chiara etimologia, deriva dal concetto di “guardare il fronte”, ed è probabilmente la parte dell’opera che spesso i neofiti trascurano maggiormente. Un grosso errore.

Considerando dove si trova il frontespizio, è facile comprendere che si può considerare come la carta d’identità del libro e deve ricevere, nella sua creazione, tutta l’attenzione e cura del dettaglio di cui si è capaci.

Stiamo infatti parlando della prima pagina stampata del libri, dove solitamente si riportano il nome dell’autore, il titolo, l’eventuale sottotitolo, il nome dell’editore, l’anno di stampa e la concessione di stampa. In certi casi non è la prima pagina perché la si fa precedere da quella che viene chiamata “occhietto”.

E’ sempre raccomandabile rivolgersi per la propria tesi ad esperti del settore come TesiLike che sapranno indirizzarvi in tutti quegli aspetti che una tesi di laurea deve contenere. Vediamo l’importanza del frontespizio e come impostarlo.

 

 

Leggi anche il nostro articolo su Quanto tempo ci vuole per fare la rilegatura della tesi?

 

 

Un po’ di storia del frontespizio

Anticamente non si utilizzava il frontespizio, parliamo dei tempi degli incunaboli, progenitori dei libri come li conosciamo ad oggi, e appena aperto il libro iniziava l’opera con il famoso “incipit”.

Per avere i dati dell’anno di stampa e dello stampatore si doveva andare all’ultima pagina, chiamato colophon, che in greco significa appunto “fine”.

La prima opera stampata in cui fu inserito il frontespizio è il Calendarium di Regiomonte, che è stato stampato nel lontano 1476 a Venezia. Si trattava di una bellissima e semplice cornice quadrata con inseriti all’interno il nome dell’autore, il titolo dell’opera e i nomi dei vari stampatori.

Dal Cinquecento in avanti il frontespizio diventa sempre più una caratteristica fondamentale nella produzione libraria. Da li in poi verranno introdotti dei fregi e delle vignette xilografiche, ma la gran parte dei libri si limitava al testo in caratteri rossi e neri.

Dal XVI secolo in avanti lo spazio del frontespizio diventa una vera e propria opera d’arte: raffigurazioni incise, bellissime cornici munite di preziosi fregi… con il migliorare delle tecniche di stampa i frontespizi diventano sempre più articolati.

Si arriva addirittura a delle vette di preziosismo andando a realizzare frontespizi totalmente incisi, con il testo inquadrato in maestose cornici architettoniche calcografiche, piene di vignette a carattere sacro, bucolico o inerente al testo che si stava per leggere.

Dal Settecento in avanti il frontespizio torna ad una certa moderazione, evitando tutti i fronzoli e le incisioni varie: soltanto indicazioni testuali e a volte qualche fregio.

La storia del frontespizio rende chiaro un concetto fondamentale: il fatto che questo spazio antistante all’opera ha sempre visto sottolineare la sua importanza fin dagli albori della stampa.

 

Dove si trova il frontespizio della tesi di laurea

Rivolgersi ai professionisti di TesiLike offre la possibilità di andare a valutare ogni aspetto della propria tesi, anche quelli che sono considerati, a torto, secondari.

Abbiamo visto dove si trova il frontespizio: è la prima pagina della tesi.

In una laurea il frontespizio rappresenta lo spazio in cui si riportano tutte le informazioni che vanno ad identificare il lavoro svolto.  Si dovrà inoltre, per convenzione, andare a stampare in copertina e anche all’interno come da tradizione libraria.

Sbaglia chi pensa di poter concedere più spazio alla propria creatività, magari rifacendosi agli stampatori rinascimentali di cui abbiamo accennato sopra.

Niente ghirigori o fregi vari. La maggior parte delle università italiana ha richieste specifiche sul frontespizio, in base anche al dipartimento in cui è inserito il corso di laurea.

Per questa ragione è di fondamentale importanza andare a cercare sul sito dell’università eventuali richieste specifiche per il frontespizio e attenersi alle regole esposte.

Se non vi è traccia di specifiche è bene chiedere alla segreteria o al relatore, ed in caso non si abbiano ancora risposte attendibili è possibile fare domande ai già laureati.

Senza dubbio le informazioni che dovranno essere presenti sono quelle che riportiamo qui di seguito, ma si raccomanda sempre una verifica.

 

  • Università

 

  • Dipartimento/facoltà

 

  • Corso di laurea

 

  • Titolo della tesi

 

  • Nome del candidato e se richiesto il numero di matricola

 

  • Nome del relatore (e del correlatore se presente)

 

  • L’anno accademico

 

Il frontespizio non ha bisogno della numerazione di pagina, quando inserisci i loghi dell’università cerca di farlo in alta risoluzione, ma se non sei molto pratico di come si trattano le immagini per la stampa rivolgiti ai professionisti navigati come quelli di TesiLike.

Per le opere stampate in fronte/retro è bene ricordarsi che il retro della pagina del frontespizio deve rimanere bianca, quindi dovrai lasciare una pagina vuota immediatamente dopo il testo.

E’ necessario mantenere uno stile unico nel frontespizio per la tesi di laurea ed è dunque una buona scelta mantenere lo stesso carattere variando solo le grandezze per le diverse diciture.

Il nome dell’Università sarà stampato con il carattere più grande, a seguire leggermente più piccolo il corso di laurea, ancora più piccolo il titolo della tesi e poi gli altri dati.

Ovviamente verifica più volte che non vi siano errori di alcun genere; ricordando dove si trova il frontespizio, un errore di ortografia proprio in questo punto sarebbe un disastro!

In ultimo verifica anche gli accenti e gli apostrofi che rappresentano errori, se non correttamente utilizzati, come tutti gli altri errori grammaticali: non dimenticare si scrive “università” e non “universita’”, “facoltà” e non “facolta’”.

 

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