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Correlatore e Relatore

Che differenza c’è fra correlatore e relatore??

Fin dal primo giorno di università abbiamo sempre sentito parlare di queste due figure misteriose: il relatore e il correlatore.

Mai nessuno ci ha spiegato davvero chi sono e soprattutto che ruolo hanno o avranno durante il nostro percorso di studi.

Le informazioni nei loro riguardi sono sempre state frutto di racconti tramandati di studente in studente.

A lungo andare hanno trasformato questi professori in personaggi quasi mitologici.

Difatti, relatore e correlatore non sono altro che professori che per un determinato periodo assumono un’ulteriore mansione oltre a quella già ben nota di promulgatori del sapere.

In altre parole, in aggiunta alla normale routine di lezioni ed esami, relatori e correlatori offrono la loro disponibilità come supervisori delle nostre tesi di laurea e dei nostri tirocini curricolari.

Ovviamente, questa è una descrizione semplicistica delle complesse dinamiche accademiche. Andiamo ad analizzare insieme di che cosa si tratta e soprattutto quali sono i reali compiti di un relatore e un correlatore.

 

                      Leggi anche il nostro articolo su quante tesi devo stampare per la mia laurea?

 

Il relatore

Per comprendere come un professore possa di più in bianco trasformarsi in un relatore dobbiamo partire da una breve definizione offertaci dall’autorevole Enciclopedia Treccani:

“Nell’uso universitario, il professore (con uno o più correlatori) che riferisce ai colleghi della commissione di laurea sulla tesi presentata da un candidato laureando e conduce con questo la discussione.”

Dunque, ogni volta che chiediamo a un nostro professore di poter realizzare la tesi con lui quest’ultimo diventa automaticamente il nostro relatore. Se questi accetta, naturalmente.

Ma solo un professore può ricoprire questo ruolo?

No, in realtà, oltre ai professori di ruolo, anche ricercatori, professori in anno sabbatico, supplenti e o docenti a contratto, oppure un eminente studioso possono diventarlo.

Inoltre, anche se un docente cessa di essere di ruolo può mantiene la nomina di relatore, fino al termine della sessione in questione.

Una cosa che in pochi sanno è che in supporto al primo relatore a cui spetta l’approvazione della tesi, vi può essere anche un secondo relatore. Esso viene designato a discrezione dello stesso primo perché ha dato un particolare contribuito alla realizzazione della nostra tesi.

Infatti, solitamente si tratta di un professore di un altro ateneo dove, magari, abbiamo svolto il nostro tirocinio, oppure un docente addirittura straniero, se abbiamo optato per la tesi all’estero.

 

Il correlatore

Bene, abbiamo capito chi è il relatore, ora, cerchiamo di fare lo stesso con il correlatore.

Rileggendo attentamente la definizione riportata sopra si può notare come le due figure siano tra loro strettamente connesse e volendo richiamare in causa nuovamente l’Enciclopedia Treccani, il correlatore è: “Chi funge da relatore insieme con altro o altri relatoriil relatore e il cdi una tesi di laurea.”

Dunque, appare evidente che si tratti sempre di un relatore, ma “speciale”.

Effettivamente, esso ricopre una carica facoltativa, il cui compito consiste nell’affiancare il primo e il secondo relatore durante lo svolgimento del nostro elaborato di tesi.

Per svolgere tale mansione deve obbligatoriamente essere un esperto della materia e dell’argomento prescelti nella tesi. Anch’esso come il secondo relatore può essere un docente o un ricercatore esterno all’ateneo e persino straniero.

Il suo nome è l’unico che non deve comparire di default nel frontespizio, ma il suo inserimento è a discrezione del candidato.

Insomma, abbiamo finalmente svelato l’alone che avvolgeva questi personaggi. Nel corso della nostra carriera universitaria si riveleranno dei grandi alleati o al contrario, dei nemici, ma questo solo il tempo ce lo dirà.

 

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