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Come scrivere un’ abstract

Un abstract è una sorta di riassunto che dovrebbe presentare la tesi che si vuole dimostrare appunto, già nel primo paragrafo. Nei paragrafi successivi si presentano i diversi passaggi che si intendono compiere, esempio che letteratura scientifica si consulterà, che esperimenti si condurranno, con che metodi, che modelli statistici, che risultati si pensa di ottenere.

Un breve ma accurato riassunto della tua ricerca della tesi sia di laurea triennale o magistrale. Ha lo scopo di fornire una visione chiara e coincisa dell’oggetto di studio e delle conseguenti conclusioni tratte da esso.

L’abstract non dovrebbe mai essere più lungo del 5% dell’intera tesi; è importante che sia breve e coinciso, mezza facciata o una al massimo. Il lettore deve essere in grado di leggere e capire l’abstract senza aver la necessità di consultare la tesi, per questo motivo se si usano acronimi è opportuno ricordare brevemente il loro significato. E’ necessario includere dei riferimenti quando vengono utilizzate fonti esterne.

L’abstract deve essere redatto al tempo presente. Per strutturare il proprio abstract  in sintesi bisogna, indicare l’oggetto e argomento di tesi; spiegare brevemente il metodo e lo studio oggetto di ricerca; fare un riassunto delle conclusione raggiunte. In teoria si dovrebbe scrive prima, di solito si scrive dopo aver fatto la tesi. Il termine dell’abstract avviene con una discussione del lavoro svolto con accorgimenti e consigli per eventuali ricerche e oggetti di tesi futuri.

Un esempio di abstract tratto da una tesi: “ Lo scopo di  questa tesi è di rendere conto della variazione e della riduzione acustica da un punto di vista fonologico. Secondo il modello che propongo, le rappresentazioni fonologiche sono disomogenee e racchiudono informazioni sulla forza relativa delle unità segmentali e subsegmentali che le compongono. Questa disomogeneità implica una distinzione tra l’invariante, o “essenza fonetica” di una parola, che è praticamente incancellabile, e altre unità di cui, in certe circostanze, si può fare a meno. Nel primo capitolo vengono confrontati diversi approcci teorici al problema della variazione acustica, facendo riferimento in particolare alla fonologia generativa e alla Teoria degli Esemplari.

Nel secondo capitolo, oltre a proporre un modello che combina aspetti della Teoria dell’Ottimalità, della Teoria degli Elementi e della linguistica usage-based, si discute anche il ruolo della salienza acustica nella formazione dell’invariante.

Nel terzo capitolo vengono esaminati dati tipologici e sperimentali per costruire una scala di salienza delle consonanti.

Il quarto capitolo presenta i risultati dell’analisi acustica di quattro dialoghi estratti da un corpus di italiano parlato. Come previsto, le consonanti più salienti vengono conservate più frequentemente di quelle meno salienti.

Nel quinto capitolo si tenta di individuare i correlati fonologici della salienza acustica e vengono discussi altri fattori che possono favorire la riduzione e la cancellazione, tra cui la predicibilità.

Nel sesto capitolo si traggono alcune conclusioni, vengono trattate alcune questioni irrisolte e si suggeriscono delle future linee di ricerca.

In conclusione questi sono alcuni consigli su come scrivere il vostro abstract, in maniera corretta.

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