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Cappello da laureato

Curiosità sul mitico cappello da laureato!

Mesi di studio per arrivare al tanto atteso giorno dell’incoronazione, ossia la proclamazione di laurea. Che si tratti di una laurea triennale o magistrale ha poca importanza, l’entusiasmo per il traguardo raggiunto resta sempre lo stesso e non si vede l’ora di lanciare il proprio cappello da laureato.

Negli ultimi anni molti atenei hanno deciso di abbandonare la tipica corona d’alloro romana per abbracciare il noto copricapo anglosassone. Il cosiddetto tocco è il berretto rotondo senza tesa né falde risalente all’epoca medievale, che insieme alla toga, costituisce il vestito accademico delle cerimonie ufficiali in diverse parti del mondo.

L’adozione di questo cappello da laureato porta con sé una serie di tradizioni, come quella del “giro di fiocco di nappa” o del celeberrimo lancio al termine della cerimonia. Momenti caratteristici a cui molti hanno assistito solo tramite film o serie tv americane.

Infatti, sono molti i riti a noi sconosciuti!

Partendo proprio dallo spostamento del pendaglio sul cappello da laureato.

Innanzitutto, questa usanza è riservata esclusivamente al raggiungimento del diploma nelle high school statunitensi, in cui viene definito “turning of the tassels”. Il passaggio dalla gioventù alla vita adulta, è scandito proprio attraverso questo gesto di spostare la nappa da destra verso sinistra. Il tutto dopo la consegna del diploma.  Una volta compiuto l’atto gli studenti si vedono pronti ad affrontare i successivi studi accademici.

Che cosa dire, invece, del lancio del tocco di laurea?

Questa tradizione è adottata sia nelle cerimonie di diploma che di laurea. In entrambi i casi il tiro del cappello da laureato costituisce una sorta di chiusura del festeggiamento, come simbolo che i giovani siano adesso pronti a lanciarsi verso il futuro che gli attende. Quindi, quello che a primo impatto sembrerebbe l’espressione di una gioia incontenibile è in realtà una fiduciosa dimostrazione di speranza e fiducia nell’avvenire.

Per quanto riguarda i colori del berretto, essendo in un certo senso un’usanza d’adozione, almeno per noi italiani, ovviamente il cappello da laureato non si è sottratto a riadattamenti.

Così come ad ogni colore del nastro della corona di laurea corrisponde una facoltà, allo stesso modo i colori delle nappe del tocco. Un pendaglio bianco può sottintendere una laurea in ambito umanistico nella città di Bologna, blu in giurisprudenza, rosa in scienze della formazione a Padova…ecc. Difatti, le cromie variano da città a città. Pertanto, due laureati nella stessa disciplina, ma in luoghi diversi, potrebbero indossare una nappa diversa.

Al contrario, in Italia il vestito accademico solitamente è nero, mentre in Europa e negli Stati Uniti il colore e il taglio della toga e del tocco si inseriscono in una rigida catalogazione in base alla storia del vestiario della università.

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