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110 e lode

110 e lode, ma mi mancano ancora 24 CFU.

Nonostante il proprio percorso di studi sia stato coronato da un 110 e lode,

molti studenti si trovano ancora a dover lottare con i mitici 24 CFU per l’insegnamento.

Le norme sono cambiate di anno in anno quasi si trattasse di una moda: “quest’anno va il blu, l’anno prossimo andrà il rosa”. Ovviamente queste direttive altalenanti hanno spesso costretto molti giovani a dover sostenere gli esami mancanti al di fuori del piano di studi. Perché questo già concluso o per mancanza di tempo.

Ma cerchiamo di capire di che cosa si tratta e le novità al riguardo.

I 24 CFU per l’insegnamento.

Tutti siamo consapevoli che per ottenere un buon lavoro non basta laurearsi con 110 e lode figuriamoci diventare insegnate. Infatti, a semplificare le cose ci ha pensato il cosiddetto “Decreto “24 CFU” che dal 2017 sancisce il metodo di acquisizione dei crediti formativi per l’insegnamento.

Essi risultano un requisito fondamentale per chi desidera inserirsi in una graduatoria provinciale o per partecipare ai concorsi docenti.

Che cosa sono i 24 CFU?

Come abbiamo già sottolineato un titolo di laurea non è sufficiente per poter entrare in una scuola che sia questa primaria o secondaria. È necessario aver conseguito diversi esami nei settori antropologico, psicologico, pedagogici e in metodologie didattiche.

Inoltre, il Decreto Scuola ha stabilito la necessità di inserire anche competenze in didattica digitale o informatica.

I 24 CFU devono essere acquisiti in almeno tre o quattro ambiti di interesse sopra elencati e per ognuno di essi devono essere certificati non meno di 6 crediti.

Dunque, non è necessario sostenere un esame per ogni singola disciplina, ma soltanto in alcune.

Resta comunque il fatto che ogni facoltà fornisce un proprio percorso formativo a seconda dell’indirizzo scelto.

Uno studente che desidera diventare insegnante dovrà sacrificare uno degli insegnamenti a scelta offerti dal suo corso in favore di uno degli insegnamenti imposti dal decreto.

Chi deve possederli?

Come è comprensibile moltissimi studenti si sono lamentati di questa decisione, ma ad oggi resta ancora l’unico modo per accedere ai concorsi scuola.

Infatti, solo due figure possono tranquillamente accedere alla professione di insegnate: i docenti abilitanti e i docenti che desiderano partecipare a un concorso straordinario con già tre anni di esperienza alle spalle.

Per quanto riguarda i diplomati ITP (Insegnante Tecnico Pratico), ovvero i docenti dei laboratori delle scuole secondare, inizialmente erano stati esonerati dall’obbligo dei 24 crediti, ma la nuova normativa impone il requisito anche a loro.

Come ottenerli?

Attenzione alle tempistiche! In ogni caso, i crediti devono essere acquisiti prima della presentazione della domanda per la partecipazione al concorso.

Si è già accennato come sia possibile sostenere gli esami necessari durante il percorso di studi inserendoli nella propria carriera a discapito di altri insegnamenti a scelta.

Solitamente le diverse facoltà offrono questa possibilità durante l’ultimo anno della triennale oppure nei due anni di magistrale.

Al contrario, se si sceglie solo successivamente di intraprendere la carriera da insegnante i 24 CFU possono essere integrati privatamente facendo richiesta o a università pubbliche o private ad ogni modo l’erogazione dei corsi sarà a pagamento.

                                                  Leggi anche il nostro articolo sul Voto minimo laurea